L’aria dell’Emilia-Romagna è un bene comune: la respirano i bambini che vanno a scuola, chi lavora, gli anziani, chi fa sport nei parchi. In Pianura Padana la qualità dell’aria risente di traffico, riscaldamenti, attività produttive e condizioni meteo che favoriscono il ristagno. Per questo parlare di PM10, PM2,5, NO₂ e ozono significa parlare di salute: prevenzione, tutela dei più fragili e scelte quotidiane che, sommate, fanno la differenza.
Nell’ambito del Progetto Nazionale “Salute e Inquinamento Atmosferico”, ISDE Italia, in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto club e Clean Cities Campaign, ha rilevato mensilmente i dati diffusi dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria gestite dalle ARPA/APPA che fanno parte del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente. Sono rilevate le medie giornaliere relative alle polveri sottili ed al biossido di azoto. Inquinanti per i quali le Linee Guida OMS del 2021 e la Direttiva Europea individuano specifici limiti da non superare.
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Il valore aggiunto dell’Atlante sta nell’andare oltre la semplice misurazione delle concentrazioni, per rispondere a una domanda cruciale per le politiche pubbliche: su quali settori conviene intervenire










