
Modena è una città che si muove molto. E lo fa ancora, in larga parte, su quattro ruote. I dati più recenti (ISTAT 2023) fotografano una realtà urbana dove convivono una forte presenza di veicoli privati e segnali concreti di trasformazione verso modelli di mobilità più sostenibili.
Il quadro che emerge è fatto di luci e ombre: da un lato un’elevata motorizzazione, dall’altro una rete ciclabile estesa e in crescita, un sistema di sharing in lenta espansione e un parco auto che si rinnova verso motorizzazioni meno inquinanti. Più complessa, invece, la situazione del trasporto pubblico, che rappresenta oggi il vero banco di prova delle politiche urbane.
Tante auto in città: 700 ogni 1.000 abitanti
Modena resta una delle città più motorizzate dell’Emilia-Romagna. Nel 2023 si contano 3.511 veicoli per chilometro quadrato nella superficie urbanizzata e ben 700 auto ogni 1.000 abitanti. Numeri che raccontano una dipendenza ancora marcata dall’auto privata, soprattutto negli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-scuola.
Il confronto regionale mostra come questa densità rappresenti una caratteristica strutturale della città, che negli anni non ha ancora invertito in modo significativo la tendenza verso l’uso del mezzo privato. L’auto continua a essere percepita come lo strumento più semplice, flessibile e affidabile per muoversi, anche su distanze relativamente brevi.
Questa forte presenza di veicoli ha effetti diretti sulla qualità dello spazio pubblico: congestione in alcune fasce orarie, pressione sulla sosta nei quartieri più centrali e un impatto rilevante sulle emissioni climalteranti e sugli inquinanti locali.
Ciclabilità: 247 chilometri di piste
Accanto a questo dato, però, emerge un elemento molto positivo: la rete ciclabile modenese è ampia e articolata.
Nel 2023 Modena dispone di 247 chilometri di piste ciclabili. Rapportando il dato alla popolazione, si arriva a 13,5 chilometri ogni 10.000 abitanti, un valore vicino allo standard europeo per città di dimensioni analoghe (15 km ogni 10.000 abitanti).
Se si guarda invece all’estensione territoriale, la densità è pari a 135 chilometri di piste ogni 100 chilometri quadrati. Un risultato significativo, che colloca Modena tra le città regionali con una buona infrastrutturazione ciclabile.
Il tema, oggi, non è soltanto quantitativo ma qualitativo: continuità dei percorsi, connessioni con le scuole, le stazioni ferroviarie e i poli produttivi, sicurezza agli incroci e integrazione con il trasporto pubblico rappresentano i prossimi passaggi strategici. In una città pianeggiante come Modena, la bicicletta può diventare una vera alternativa quotidiana all’auto, se sostenuta da interventi mirati e coerenti.
Mobilità condivisa: cresce ma resta sotto Bologna
Anche la mobilità condivisa mostra segnali di crescita, pur con numeri ancora contenuti rispetto ai grandi poli regionali.
A Modena si registrano 18 biciclette in bike sharing ogni 10.000 abitanti e 41 monopattini elettrici ogni 10.000 abitanti. Si tratta di una presenza discreta, ma inferiore rispetto a Bologna, dove la dimensione metropolitana e universitaria genera una domanda più elevata e un utilizzo più intenso.
Rispetto al 2021 la disponibilità di veicoli in sharing è aumentata, ma il potenziale di sviluppo resta legato soprattutto all’integrazione con il trasporto pubblico e a politiche che rendano meno conveniente la sosta nelle aree centrali, favorendo l’intermodalità. Il passaggio decisivo sarà trasformare questi servizi da opzione occasionale a componente stabile del sistema di mobilità urbana.
Trasporto pubblico: il nodo più critico
Il punto più delicato riguarda il trasporto pubblico locale.
Negli ultimi venti anni l’offerta di servizio, misurata in posti per chilometro (posti/km), si è ridotta del 36%, segnando il dato peggiore tra le città della regione. Per fare un confronto, nello stesso periodo Parma ha registrato un incremento del 30%.
Rapportando il dato alla popolazione, la diminuzione risulta ancora più accentuata: -39%. Nel 2023 l’offerta di trasporto pubblico a Modena è stata pari a 2.267 posti/km per abitante, contro i 3.956 di Parma. Uno scarto significativo, che incide sulla competitività del mezzo pubblico rispetto all’auto privata.
Una riduzione dell’offerta tende infatti a generare un circolo vizioso: meno frequenze, meno affidabilità percepita, meno passeggeri. La sfida, nei prossimi anni, sarà invertire questa dinamica, investendo su corsie preferenziali, priorità semaforica e potenziamento delle linee portanti, soprattutto nelle fasce orarie di punta.
Auto elettriche in aumento, ma poche colonnine
Sul fronte della transizione ecologica arrivano segnali incoraggianti.
Nel 2023 le auto elettriche sono salite a 8 ogni 1.000 abitanti. Complessivamente, i veicoli a basse emissioni rappresentano circa il 26% del parco circolante. Inoltre, quasi la metà delle auto è classificata Euro 6, mentre le categorie più obsolete si stanno progressivamente riducendo.
Resta però un limite infrastrutturale: la densità di colonnine di ricarica è pari a 2,4 ogni 10 chilometri quadrati, un valore inferiore rispetto alle 9,2 di Bologna e alle 3,3 di Reggio Emilia. Un elemento che potrebbe rallentare ulteriormente la diffusione dei veicoli elettrici e che richiede un’accelerazione nella pianificazione e nell’installazione di nuovi punti di ricarica.
Un sistema in equilibrio instabile
La fotografia complessiva mostra una città che ha investito sulla ciclabilità e sta avviando la transizione del parco veicoli, ma che continua a fare largo uso dell’auto privata e deve affrontare un nodo strutturale sul trasporto pubblico.
Il confronto con le altre città dell’Emilia-Romagna evidenzia margini di miglioramento soprattutto sull’offerta di autobus e sull’integrazione tra le diverse modalità di spostamento. L’obiettivo non è eliminare l’auto, ma ridurne l’uso sistematico dove esistono alternative valide.
La direzione è tracciata, ma il ritmo della trasformazione sarà decisivo per capire se Modena riuscirà nei prossimi anni a ridurre la pressione del traffico privato, migliorare la qualità dell’aria e rendere la mobilità urbana più equilibrata, accessibile e sostenibile per tutti.